martedì 11 luglio 2017

Quando il dovere si trasforma in piacere





Parlando della consuetudine, Montaigne racconta l'aneddoto (una leggenda metropolitana del '500) di una contadina che, avendo incominciato ad accarezzare e prendere in braccio un vitellino fin dalla nascita, e continuando a farlo, giunse per l'abitudine a portarlo anche quando divenne un toro. Ma il racconto serve a M. per introdurre il discorso sulla consuetudine che è come "una maestra di scuola prepotente e traditrice" che ci impone il giogo della sua autorità e, dopo un dolce e mite inizio, mano a mano che il tempo lo rafforza, rivelerebbe "un volto furioso e tirannico", di fronte al quale non abbiamo più la libertà di alzare gli occhi e ci fa - insieme alla convenienza - persino scegliere la tirannide al posto della libertà (come dimostrava il suo grande amico La Boétie nel Discours di qualche anno prima). Ma, si potrebbe dire: dove finisce la consuetudine ed inizia la "cultura" (quando M. scrive i saggi, dalle Indie Occidentali appena scoperte arrivano notizie di popoli nuovi, dove il potere non ha le caratteristiche del dominio, rivelando un’antropologia culturale diversa da quella europea e asiatica...)? E poi, l'abitudine intorpidisce davvero i sensi o è anche una necessità? Non andremmo tutti alla malora se agissimo come ci pare e tentassimo la via della libertà? Come si fa a stare nudi e liberi, senza "abiti" o tradizioni? E se si tratta di cambiarli, quali sono quelli inadatti alla valorizzazione personale? (chi la decide, del resto?) E infine, come è difficile cambiarne qualcuno... Se penso alla mia esperienza, non vado più in là dell'abbandono del tifo calcistico, del fumo, di qualche dieta più o meno riuscita, di qualche impegno indotto dall'obbligo professionale, e di qualche rinuncia per concludere qualche lavoro. Ma quanta fatica, quanto tempo, la scelta e la decisione.



39 commenti:

  1. Migliore ipotesi per questa immagine: Consuetudine

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  2. E' molto più grave quando il piacere si trasforma in dovere? Vuol dire che la relazione non funziona, c'è qualcosa di anomalo. Non è più sullo stesso piano, ma c'è una sopraffazione, qualcuno reclama un diritto e qualcuno il dovere. Non è più piacere!
    Ciao August, buon pomeriggio.
    Dani

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    1. Mi riferivo solo a questa storia della contadina che porta in braccio il toro.
      Ciao Dani.

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    2. Si August, pure io, rispondevo al titolo del tuo post. e per farti capire,tu hai scritto: "Ma il racconto serve a M. per introdurre il discorso sulla consuetudine che è come "una maestra di scuola prepotente e traditrice" che ci impone il giogo della sua autorità e, dopo un dolce e mite inizio, mano a mano che il tempo lo rafforza, rivelerebbe "un volto furioso e tirannico", di fronte al quale non abbiamo più la libertà di alzare gli occhi e ci fa - insieme alla convenienza - persino scegliere la tirannide al posto della libertà " Quindi sono in tema noo?
      Ciao Dani

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    3. Grandee!!!
      Ma vi obbiga qualcuno? Siete minacciati, costretti o... corrotti? 😏
      Non ho letto il post, ma portare in braccio un toro, porca vacca, è quasi meglio...della vacca.🙄 magari vi pesa meno. ☺
      Notte
      Larisssa

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    4. Urka si riferiva a M il tema del post..
      e mi sembrava strano considerato la vostra lealtà e professionalità, soprattutto.
      Serve a M perché è corrotto o do è fatto corrompere...sostanziale differenza..
      E luo spalleggiato alza le spallucce...rassegnazione? Ma per chi? Per M?
      ^^^^***@@^_^

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    5. O si è fatto corrompere?

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  3. Dovere, piacere o viceversa; sarebbe bello che l'uno sfociasse nell'altro e viceversa senza conflitto.
    Buon pomeriggio.
    sinforosa

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    1. Ci sono tanti doveri che la vita ci impone. Bisogna capirli fino in fondo e farli diventare una soddisfazione grande.
      Ciao Sinforosa.

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  4. La consuetudine è spesso più negativa che positiva, le abitudini sono più inclini al vizio che alla virtù. Dovresti saperlo mio caro. E' sempre più facile la via della dissoluzione che quella della rettitudine. Ci vogliono regole, buoni usi e, ancor migliori, costumi (in tutti i sensi).

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  5. Parlando a titolo personale, io sono vissuta, fino a quando ho lavorato nella consuetudine, nell'abitudine. Ora in pensione sto scoprendo un altro modo di vivere la mia vita, anche quella quotidiana come una semplice preparazione di un pranzo, che prima mi sembrava un dovere, diventi un piacere soprattutto se lo preparo per chi amo. Credo che il dovere diventi un piacere quando si è predisposti mentalmente a tale cambiamento. Se ho capito il tuo post... Ciao ciao

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    1. "ora in pensione"... come ti invidio... ;)

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    2. Ho avuto una botta di c... (scusate ma è per far capire meglio cosa intendo) ci sono riuscita ad andarci 6 giorni prima che la legge della Fornero diventasse legge. Su quest'ultima stendo un velo pietoso ed estendo la mia solidarietà a tutti quei lavoratori, come te, che hanno visto allontanarsi la loro meta. La solita iniquità italiana. Abbraccio caro

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    3. Farfalla, hai capito perfettamente. Il cambiamento non è statico ma dinamico. Cambiare ogni giorno.
      Ciao.

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    4. Caro ho lasciato un commento sull'altro blog... vedi. Abbracciooo

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    5. Invidiare la pensione? ☺
      Io invece sono diversamente dinamica...spero di andare in pensione tra 10 anni, quindi con 45 anni lavorativi tra Italia e svizzera. Ci spero vivamente. Ovviamente fino a quando capirò perfettamente 😀 la vera differenza tra lo... statico o il dinamico pre-pensionamento.
      Diversameente, lo giuro, non sarà per colpa mia. 😊
      Ps hai controllato la tua personalità? Comprendere di essere (o non essere) dissociato è un già un traguardo. Nulla di più.
      Ps mi raccomando continua a spalleggiare e sarai ancora più s-fortunato. La tua paranoia e' sana è il resto che è marcio

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    6. 😀😫🙄
      😳🐬

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  6. Caro Franco mi ricordo quando ero una ragazzina la sorella di mio padre ando' in pensione con 15 anni di contributi, si chiamavano i "baby pensionati" perché erano talmente giovani...
    Ed ora, anche per quell'insulsa legge se ne paga le conseguenze, tutti i nodi vengono al pettine, per farci rimanere senza capelli.

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    1. Quel pensionamento favoriva l'occupazione. Ora la pensione praticamente la danno quando manca poco per morire, così risparmiano.

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    2. E intanto dato che erano appena piu che 40enni, lavoravano in nero e toglievano cosi posti di lavoro,
      Come ho detto ci pelano, tutte le male leggi comportano sempre un effetto a catena...

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    3. C'erano anche molte donne sposate con figli che finalmente hanno cominciato a fare le mogli e le madri.

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    4. Fiorella, l'Istat ha calcolato che nel 2016 in Italia
      c'erano 4 milioni di lavoratori in nero e l'economia non osservata arrivava a 211 miliardi ( droga, contrabbando, prostituzione).

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    5. Certamente non lo metto in dubbio, ma la maggior parte aveva un lavori in nero, anche solo accudendo i figli di altre lavoratrici, tenendo i figli in casa propria.
      Ed erano i tempi dell'austerty perciò, anche allora di soldini tutti ne avevano chi piu chi meno bisogno.

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    6. Infatti la storia si ripete.

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  7. Mio padre mi diceva sempre, in tutte le cose che facevo, prima il dovere poi il piacere...
    Beh, forse non era troppo brutto pensando ora con la mia eta' e'a che se fai il tuo dovere poi il piacere e' piu' bello.
    E' anche un senso di responsabilità.

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  8. Gus O.12/07/17, 12:43
    C'erano anche molte donne sposate con figli che finalmente hanno cominciato a fare le mogli e le madri.

    Oggi, con il senno di poi e dopo l'esperienza di 35 anni di lavoro e potendo tornare indietro alla mia gioventù, posso dirti che sceglierei senza ombra di dubbio il mestiere di moglie e di madre. Mestiere sì difficile ma davvero di tutto rispetto.

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    1. Ci sono situazioni che impongono di essere madri a tempo pieno per salvare un figlio che sta deragliando o un marito che si annoia.

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  9. ritorno al testo del post: consuetudine. abitudine. rituale. Mi trovo bene, nonostante i giorni particolari, nell'argomento religione. Anche nelle preghiere esiste un rituale, un'abitudine che può essere ripetitiva tanto che la mente viaggia da sola e il cuore non partecipa.
    Una domanda mi sono posta dopo essermi confessata questa mattina: "la salvezza è rimasta interessante per me? Non l'abitudine, non la ripetizione meccanica di gesti e parole, ma la salvezza! Mi interessa ancora come all'inizio? Ero ferma a riflettere sugli ultimi banchi della chiesa. Poi sono uscita per camminare piano, fino a casa e avrei voluto gridare, mentre davo uno sguardo veloce al Cielo, veloce perchè è bene guardare sempre a dove si mettono i piedi, avrei voluto gridare: Sììì!
    Buonpomeriggio Gus. Buonpomeriggio a tutti.
    Risponderò all'argomento intavolato negli ultimi commenti, più tardi.
    Ma arrivo:aspettatemi!!!!

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  10. Ci sono momenti di grande intimità con Cristo ma anche peridio che preghiamo pensando ad altro. Bisogna essere vigilanti e impegnarsi che ciò non accada.
    Ciao Lucia.

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  11. Ho iniziato a lavorare a 15 anni finita la scuola media. Allora si iniziava con l'apprendistato in cui ero pagata poco,però apprendevi il lavoro per cui avevi studiato.Poi definitivamente sono passata al ruolo di segretaria dove ho conosciuto mio marito. 12anni di lavoro e poi eccomi casalinga e madre. 10 anni di contributi.
    Col trasferimento a Novara mio marito, pensando di fare il mio bene ha deciso che non dovessi lavorare ma procreare. Tre figli in tre anni: certo il tempo per un'eventuale impiego non c'era. Sono cresciuta con loro, i miei figli. Ero appagata, Paolo per lavoro era quasi sempre all'estero e questo gli ha tolto molte gioie della paternità. La maternità dona un'ampiezza al cuore. Ma non solo la maternità vera anche quella adottiva, cioè tutte quelle professioni che hanno a che fare con l'educazione dei bambini e dei fanciulli.
    Per necessità economiche sono tornata al lavoro, prima in Provincia poi, come babysitter e poi nuovamente come segretaria di una cooperativa di tipografia per excarcerati e extossici.
    Sono sempre stata stimata per la professionalità che mettevo nel lavoro. Puntualità, efficienza e rapporti con le altre persone.
    Sinceramente oggi non so stare con le mani in mano debbo continuamente operare sia in casa che fuori. Ultimamente mi hanno proposto di tenere, a settembre , un corso per lettori liturgici che mi vedrà impegnata non poco e prendendo in considerazione la mia scarsa salute.....debbo dirvi che se tuttociò mi lusinga da'altra parte mi preoccupa. Il tema era la ripetitività? Come vedete forse mi ripeto eccessivamente nei temi del mio blog, ma non nella vita reale.
    Bacioni a Gus e ai suoi commentatori.

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    1. Sei tu a meritare i bacioni.
      Ciao.

      P.S.
      Anche i commentatori.

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  12. Ho fatto un po' di "bausciamento?" Perdonatemi se volete.....

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  13. Serena notte Gus, a te, e pensieri positivi...

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la paranoia è un disturbo della personalità