giovedì 28 maggio 2015

Più in là

















Partire, ma verso dove? Venuta la sera disse ai suoi discepoli: "Passiamo



all'altra riva”. L’altra riva è ciò per cui quei discepoli erano fatti: essi



appartenevano a qualcosa d'altro, non al miracolo dei pani moltiplicati,



appartenevano a qualcosa di più profondo, da cui erano sorti anche i pani.



L'altra riva è ciò per cui siamo fatti, è la Presenza cui apparteniamo. Verso dove



andare dunque? Verso qualcosa cui apparteniamo. Non apparteniamo a quel che



siamo, tant'è vero che da quel che siamo, scaturisce il terrore della morte e



l'umiliazione per il male. Il nostro sguardo cerca un Volto nella notte. Il nostro



sguardo cerca un Volto in quell'ombra che preme sulla faccia di tutto e di tutti,



cerca il destino e la consistenza delle cose, l'altra riva.






















mercoledì 27 maggio 2015

sabato 23 maggio 2015

L'incanto della pioggia






Se piove, mi chiami accanto e mi indichi attraverso i vetri quel che succede fuori, distorto dai goccioloni sulla finestra, da quell’idea di mosso che ha la pioggia quando bagna come di virtualità tutto quello che scopre, toccandolo, appoggiandovisi sopra. – Guarda, piove, mi dici e mi convinci ci sia qualcosa da guardare, rannicchiati spalla contro spalla sul davanzale, e io ti dico – Tutte le volte la stessa storia, ma è una finestra, un po’ di pioggia! Dici – Zitto, e guarda; apri la finestra con l’acqua che rimbalza sul marmo e ci colpisce di riflesso. – Dai, che dopo ci tocca asciugare; ma dici che ti piace l’odore fertile dell’acqua, ti piacciono le persone in pantaloncini che camminano svelte, indecise tra il fastidio e il sollievo, guardi i palazzi di fronte, ti piace il nome dell’inverno pronunciato dalla bocca dell’estate, il brivido sulla pelle fuori stagione, il fatto che non si possa uscire, gli amici che chiamano per disdire la serata alla discoteca all’aperto, la televisione spenta.  E io insisto – È pioggia, è solo pioggia: non può piacerti, è una cosa stupida. Tu dici che non c’è niente di male a essere stupida. E’ che la pioggia ti piace proprio, le gocce sul naso, o su una ciglia. Io vorrei prenderti e tu non vuoi.  Il rumore delle auto sul fondo bagnato, le onde che alzano piano, ti piace quell’odore e colore di cenere che non è un fuoco spento, non è rovina, ma è una proprietà dell’acqua, è la cromatura d’una città sottomarina, ma senza i fronzoli dei coralli, è calma e bellezza, il segreto in un’ostrica. – Sei scema; ti dico all’orecchio, scrolli e ridi per togliermi la parola, il mento sulle mani, una freschezza sulla pelle. Resteresti a guardare la pioggia per ore, ne sei capace, poi fai una doccia, metti l’accappatoio, l’asciugamano attorno alla testa, e se piove ancora ti rimetti a guardala, incantata, che donna particolare che sei! – Chiudiamo?  E’ un lago qua per terra, attenta ai piedi. La chiudiamo per metà, la tua parte rimane aperta, allora io mi sposto dietro di te, ti abbraccio e poggio il mento sulla spalla, e sei contenta se me ne sto zitto e guardiamo la pioggia, le persone che corrono nelle portiere in macchina, gli ombrelli infelici, pensavano se ne riparlasse tra mesi.  Ma è possibile che non hai niente da fare, da startene a guardare la pioggia?  - È un acquazzone, una cosa passeggera; mi piace starti avvolto contro, mi piace accarezzarti le braccia, il corpo, mi piace amarti senza fare l’amore, mentre guardi la pioggia e dici che ti piace guardarla, che non ti stancheresti mai, che è una cosa stupida e che non c’è niente di male, nelle cose stupide. Mi viene male alla schiena, mi formicolano le gambe. Chiudo la finestra, prendo uno straccio dalla cucina e asciugo il pavimento, rimango a guardare mentre piove, ma se non ci sei tu a guardare la pioggia mi diventa oltre che stupida, mi diventa inutile e insulsa, e non la guardo più.


giovedì 21 maggio 2015

Menzogne sulla condizione della donna






Non è un caso che un signore, di cui non faccio il nome, qualche settimana fa

abbia detto: "Le botte alle donne?". Una tradizione sicula pachistana.

Le tradizioni sono generate dalle religioni assolutiste e dogmatiche sempre,

e sempre saranno fondate sul diritto del maschio padrone,

intollerante e prepotente.

Le botte alle donne, peggio ancora il massacro razionale

contro la donna che trasgredisce è generalmente

ignorato nei paesi dove vige una tradizione religiosa

non dogmatica ma di pensiero.

Pensiamo ai paesi del nord Europa e all'Inghilterra.

Il professor Zichichi non è d'accordo:

"Le donne da noi sono regine in casa".

Mi viene da rispondere: "Certo che sì, regine e schiave".

Le regine che assicurano casa pulita,

camicie stirate, pasti elaborati, rispetto per il signore e padrone.

Sono così le vere regine di casa nostra.





martedì 19 maggio 2015

La Chiesa protagonista della storia

 
 

 
 
E' pur sempre vero che di ciò che si ama si può sempre parlare.
Pur ripetendosi si dicono ugualmente cose nuove, perché il cuore vero è sempre nuovo.
Andrea Emo è un grande pensatore ignorato. Qualcuno, mi sembra un quotidiano ad alta diffusione nazionale ha riesumato la sua figura.
Secondo Emo la Chiesa è stata per molti secoli la protagonista della storia, poi ha assunto la parte non meno gloriosa di antagonista della storia.
Oggi è soltanto la cortigiana della storia.
Io non voglio vivere la Chiesa come cortigiana della storia.
Se Dio è entrato nel mondo non è per essere cortigiano, ma redentore, salvatore, punto affettivo totale, verità dell'uomo.
 
Nella contingenza di una decisione si può, evidentemente, sbagliare, ma lo scopo per cui agiamo è solo questo: che la Chiesa non sia cortigiana ma protagonista della storia.
 
 
Non può passare inosservata l'intervista di Martini al Corsera.

La Chiesa è rimasta indietro di 200 anni. Come mai non si scuote? Abbiamo paura? Paura invece di coraggio? Comunque la fede è il fondamento della Chiesa. La fede, la fiducia, il coraggio. Io sono vecchio e malato e dipendo dall'aiuto degli altri. Le persone buone che mi aiutano mi fanno sentire l'amore.  Questo amore è più forte del sentimento di sfiducia che ogni tanto percepisco nei confronti della Chiesa in Europa. Solo l'amore vince la stanchezza. Dio è Amore. Io ho ancora una domanda per te: che cosa puoi fare tu per la Chiesa?
 
 
 
 
 
 
 
 


domenica 17 maggio 2015

Quando vivere diventa difficile









Ho appena partecipato alla Santa Mesa. Nella preghiera dei fedeli trovo:

Perché la comunità cristiana, memore del mandato di Gesù di predicare il vangelo ad ogni creatura, non tema di creare nuovi spazi di evangelizzazione e come "Chiesa in uscita" non rinunci mai ad accompagnare tutti, preferendo
chi è rimasto ai bordi della strada
Noi ti pregiamo.

giovedì 14 maggio 2015

Credere a quello che non si vede

 
 
 
 
 
 
 


Ultimamente in numerosi saggi spesso proposti dalle gerarchie ecclesiali è palese la pretesa di compatibilità, ma sottintendendo la supremazia della Verità rivelata, anche con implicazioni scientifiche, come il creazionismo, Il Disegno Intelligente, ecc.

Nelle università prende piede il pensiero post metafisico, salvo qualche residuo del vecchio accademismo anti relativista.
Il senso comune scambia ancora la filosofia per ancella della teologia con conseguenze anche sul dibattito etico, sulle nuove etiche e bioetica.


giovedì 7 maggio 2015

Senza Cristo il mondo sarebbe un deserto inospitale

 
 



 

"Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?"
Mi sembra che questa frase esprima meglio di qualsiasi altra
 la vera questione davanti alla quale si trova ciascuno di noi,
 in questi tempi in modo particolare.
E siccome l'abbiamo sentita tante volte, il rischio è che
soprassediamo subito, considerandola un po' esagerata, una frase
di Gesù che non ci riguarda, come dire: "Ma cosa c'entra
propriamente con noi?”. Potrà valere per gli altri, atei e agnostici.
E in questo modo archiviamo la questione prima di cominciare.
Un richiamo ci indica che non ci conviene compiere
questo tipo di ragionamento.  Ha detto Benedetto XVI: "Capita ormai
non di rado che i cristiani si diano maggiori preoccupazioni per
le conseguenze sociali, culturali e politiche del loro impegno,
continuando a pensare alla fede come un presupposto ovvio
del vivere comune. In effetti, questo presupposto non solo non
è più tale, ma spesso è perfino negato.
Nel passato era possibile riconoscere un tessuto culturale unitario,
oggi non sembra più essere così in grandi settori della società,
a causa di una grande crisi di fede che ha toccato molte persone.
Questa crisi sta provocando effetti sempre più palesi che
rischiano così di trasformare il mondo in un deserto inospitale.
 
 


lunedì 4 maggio 2015

Le cose che non hanno un senso



Il discorso sulla morte dovrebbe partire dal credere o meno in un'altra vita.
Il credente sa benissimo che la vita terrena serve all'uomo per dire un sì o un no. Il non credente pensa che con la morte debba finire tutto.
Il mio post tende ad indagare se esiste un comportamento diverso nel modo di vivere e il tipo di attesa della morte.


sabato 2 maggio 2015

Perché molti attaccano la Chiesa

 
 
 
 
 
 
Pensate che la Chiesa sia attaccata per le nefandezze che compie? La Chiesa è attaccata perché difende la famiglia, perché è contro il divorzio e l'aborto. Sul divorzio c'è un giro d'affari enorme. Sulle pillole abortive e quelle del giorno dopo le multinazionali del farmaco si ingrassano a dismisura. La pillola abortiva è un falso. Procura danni a volte mortali. La pillola del giorno dopo è utilizzata dalle ragazzine di 13/14 anni che la scambiano come contraccezione. E' una bomba ormonale. Sembra avverarsi quel presagio e quell'incitamento di Nietzsche che ritiene decisivo, per superare e sconfiggere definitivamente il cristianesimo, attaccarlo non tanto sul piano della sua verità quanto su quello del valore della morale cristiana, mostrando che essa costituisce un crimine capitale contro la vita. In concreto il cristianesimo avrebbe introdotto nel mondo il sentimento e la coscienza del peccato e sarebbe il più grande avvenimento della storia dell'anima malata e il più fatale artifizio dell'interpretazione religiosa, da superare ed eliminare facendo riconquistare alla vita umana la sua innocenza, al di là del bene e del male, e così la gioia di vivere e una libertà senza confini.


venerdì 1 maggio 2015

La via che porta alla salvezza

 
 

 
 
 
 
L'uomo è esigenza di totalità.
 
Si può dire esigenza di perfezione,
 
che nella sua etimologia latina significa compiutezza.
 
L'uomo non può salvarsi da sé. Solo nella compagnia
 
del Mistero collocatosi di fianco a lui, come parte
 
della sua umanità, l'uomo può trovare
 
risposta all'esigenza suprema della sua vita:
 
quella della salvezza.
 
L'ostacolo più grave al riconoscimento del Mistero
 
è la non coscienza del
 
proprio bisogno umano, della domanda sulla nostra
 
umanità: "Niente è tanto incredibile quanto
 
la risposta ad una domanda che non si pone".