mercoledì 31 dicembre 2014

I cambiamentiautentici quelli importanti





Per le navate buie e silenziose della Chiesa di S.Pietro a Majella, risuona sporco e graffiante il blues del profondo Sud degli Stati Uniti, quello della sofferenza, quello della terra, quello del sangue. Sulla parete alle spalle dell’altare maggiore vengono proiettati disegni e schizzi di uomini e donne, nudi, spogli, laceri; creature macabre e allo stesso tempo meravigliose nella loro sacralità, emergono dalle viscere dei nostri incubi più segreti. Nella quiete di una sera di fine settembre, mentre Napoli riprende fiato dopo il caos della giornata, rieccheggiano in questo luogo sacro le parole di Flannery O’Connor, dense e pulsanti come il sangue che scorre nelle vene. Gesù Cristo dall’alto della croce e la Vergine Addolorata, vestita di nero, il cuore trafitto da sette pugnali, scrutano, nel profondo del cuore, gli astanti riunitisi ad ascoltare.


venerdì 26 dicembre 2014

L'esistenza può diventare infelice







Un malato anche grave diventa nichilista perché non ha capito il significato della vita terrena.
Il pessimismo filosofico di Leopardi ha le sue origini nel materialismo del Settecento (d'Holbach, sensismo di Condillac) derivato diretto dal razionalismo propugnato dall'illuminismo, dall'atomismo greco e dal pessimismo mostrato da alcuni autori antichi, come Omero, con qualche influsso del romanticismo. Esso presenta alcune analogie con il pensiero di Schopenhauer e con l'esistenzialismo successivo, a partire da Nietzsche.
Il critico tedesco Karl Vossler parla di una "religione del Nulla" a proposito del pessimismo di Leopardi, cioè di un atto di fede nel Nulla.[39] Nel culmine del suo pessimismo Leopardi, raggiunto ormai il nichilismo, scrive anche un inno al Male, l'Inno ad Arimane (ca. 1833-1835), dio del Male nel Mazdeismo persiano, identificato con il Destino o lo spietato Fato degli antichi, o la natura stessa (il brutto / poter che, ascoso, a comun danno impera[40]), l'universo meccanicistico, in Schopenhauer, come detto, paragonabile alla volontà, che trova somiglianze sia col demiurgo malteistico dello gnosticismo sia con il concetto impersonale di samsara del buddhismo e dell'induismo, da cui il filosofo tedesco aveva preso ispirazione[41]. L'inno rimarrà allo stato di abbozzo, ma Leopardi ne recupera i contenuti e alcune espressioni e immagini poetiche riutilizzandole nei contemporanei ciclo di Aspasia (in particolare in Amore e morte) e Palinodia. Al marchese Gino Capponi, oltre che nell'ultima lirica composta, Il tramonto della Luna.[42] Questi ragionamenti trovano spazio anche nelle Operette e nello Zibaldone (pur affermando, che, non avendo conoscenza al di fuori, non si può dire che questo sia "il peggiore dei mondi possibili"[43]):

« Tutto è male. Cioè tutto quello che è, è male; che ciascuna cosa esista è un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l’esistenza è un male e ordinata al male; il fine dell’universo è il male; l’ordine e lo stato, le leggi, l’andamento naturale dell’universo non sono altro che male, né diretti ad altro che al male. » 

domenica 21 dicembre 2014

C'è crisi c'è crisi



L'ora è giusta. L'orologio segna le 18:20.
Bisogna affrontare la nebbia, i vetri dell'auto appannati e scacazzati dai piccioni.
Pulisci qua e là. OK si parte.
Alla prima curva sfiori un palo, alla seconda acciacchi un topo.
Il percorso è breve e la parrocchia è raggiunta.
Il parcheggio? Dove se non nel giardino delle carrube.
Eh, Bergman non ti incazzare. Non ho trovato il Posto delle fragole.
La parrocchia offre freddo intenso e un nuovo parroco gelido.
Il confessionale  è chiuso per sciopero dei francescani indebitati.
Oggi è l'ultima domenica dell'Avvento
Il passo del Vangelo è il più grande.
C'è tutto il Mistero del Dio incarnato e della vergine Maria.
Mi domando, prete, che offri un'omelia sonnacchiosa: "Se non ti scaldi
in questa occasione hai sbagliato mestiere".
Non mi ascolta e va avanti leggendo il fogliettino.
Anche questa è fatta.
L'auto è appannata e intirizzita. La scaldo io soffiando vento caldo.
Tre semafori con il rosso bloccato.
Evvai, volevi il botto. Questa è l'occasione giusta.
Niente. Tutto liscio come l'oGlio imputridito dalla mosca  che
ha bersagliato l'ABBruzzo. E ha scelto la regione giusta.
Quindi, applauso.
Ma la cosa strana è che io sento vivo questo Natale.




venerdì 19 dicembre 2014

Un racconto di fantasia






L'abitudine intorpidisce davvero i sensi o è anche una necessità? Non andremmo tutti alla malora se agissimo come ci pare e tentassimo la via della libertà?" Ma che cos'è la libertà? “La libertà è il compimento totale dell’io. Pensiamo a quando ognuno di noi si sente libero, partiamo dall’aggettivo, dall’esperienza del sentirci liberi. Uno si sente libero quando soddisfa un suo desiderio, quando quello che desidera accade. Tanto è vero che se noi troviamo qualcuno che contraddice questo desiderio, che ci impedisce di realizzarlo, lo insultiamo dicendo che non ci lascia essere noi stessi, non consente il compimento del nostro desiderio. Ma che cos’è quello che desideriamo? Che cosa desidera l’uomo? Che cosa desidero io? Che cosa desidera ognuno di noi? Più andiamo avanti nella vita, più riusciamo a ottenere quello che desideriamo, e più ci rendiamo conto che il nostro desiderio è sempre più grande. Lo diceva Pavese: «Ciò che un uomo cerca nei piaceri è un infinito, e nessuno rinuncerebbe mai alla speranza di conseguire questa infinità». Allora la libertà è rapporto con questo infinito che è in grado di soddisfare tutto il desiderio dell’io.





giovedì 18 dicembre 2014

Il problema è l'insostenibilità








Leggevo del caso Foxconn (fabbrica degli elementi Apple Iphone, ipod, ecc).
Ho sempre pensato ai cinesi come formiche stacanoviste immuni dalle nostre problematiche di stress.
In breve il caso Foxconn: ondata di suicidi tra i lavoratori giovanissimi. Ipotesi: ritmi lavorativi insostenibili per assemblare un prodotto che loro non potranno mai comprare. Gesto estremo di fronte alla consapevolezza di essere complici, anzi artefici, di un prodotto di eccellenza di un sistema che li esclude.
Cosa fa la Foxconn? Si dispiace ma fa firmare ai "vivi" un impegno a non farsi del male. Giuro che non mi suiciderò.
Inutile dire che non c'è attualmente modello di sviluppo economico possibile in grado di restituire dignità o quantomeno consentire rispetto dei tempi ed esigenze umane.









mercoledì 17 dicembre 2014

Ad rivum eundem Lupus et Agnus venerant







Ad rivum eundem Lupus et Agnus venerant siti compulsi: superior stabat Lupus, longeque inferior Agnus: tunc fauce improba latro incitatus jurgii causam intulit. Cur, inquit, turbulentam fecisti mihi istam bibenti? Laniger contra timens, qui possum, quaeso, facere quod quereris, Lupe? A te decurrit ad meos haustus liquor. Repulsus ille veritatis viribus, ante hos sex menses male, ait, dixisti mihi. Respondit Agnus: equidem natus non eram. Pater hercle tuus, inquit, maledixit mihi. Atque ita correptum lacerat injusta nece.
Haec popter illos scripta est homines fabula, qui fictis causis innocentes opprimunt.
Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere nello stesso ruscello. Il lupo era più a monte, mentre l'agnello beveva a una certa distanza, verso valle. La fame però spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: "Perché osi intorbidarmi l'acqua?"
L'agnello tremando rispose: "Come posso fare questo se l'acqua scorre da te a me?"
"E' vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con brutte parole".
"Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato".
"Allora" riprese il lupo "fu certamente tuo padre a rivolgermi tutte quelle villanie". Quindi saltò addosso all'agnello e se lo mangiò.
Questo racconto è rivolto a tutti coloro che opprimono i giusti nascondendosi dietro falsi pretesti.


martedì 16 dicembre 2014

Con le galline ci siamo











Passata è la tempesta:
Odo augelli far festa, e la gallina,
Tornata in su la via,
Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
Rompe là da ponente, alla montagna;
Sgombrasi la campagna,
E chiaro nella valle il fiume appare.
Ogni cor si rallegra, in ogni lato
Risorge il romorio
Torna il lavoro usato.
L'artigiano a mirar l'umido cielo,
Con l'opra in man, cantando,
Fassi in su l'uscio; a prova
Vien fuor la femminetta a còr dell'acqua
Della novella piova;
E l'erbaiuol rinnova
Di sentiero in sentiero
Il grido giornaliero.
Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
Apre terrazzi e logge la famiglia:
E, dalla via corrente, odi lontano
Tintinnio di sonagli; il carro stride
Del passegger che il suo cammin ripiglia.

Si rallegra ogni core.
Sì dolce, sì gradita
Quand'è, com'or, la vita?
Quando con tanto amore
L'uomo a' suoi studi intende?
O torna all'opre? o cosa nova imprende?
Quando de' mali suoi men si ricorda?
Piacer figlio d'affanno;
Gioia vana, ch'è frutto
Del passato timore, onde si scosse
E paventò la morte
Chi la vita abborria;
Onde in lungo tormento,
Fredde, tacite, smorte,
Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
Mossi alle nostre offese
Folgori, nembi e vento.

O natura cortese,
Son questi i doni tuoi,
Questi i diletti sono
Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
E' diletto fra noi.
Pene tu spargi a larga mano; il duolo
Spontaneo sorge: e di piacer, quel tanto
Che per mostro e miracolo talvolta
Nasce d'affanno, è gran guadagno. Umana
Prole cara agli eterni! assai felice
Se respirar ti lice
D'alcun dolor: beata
Se te d'ogni dolor morte risana.












lunedì 15 dicembre 2014

Il disegno di oscurare la memoria






"La memoria ci dà l'identità, ci definisce, ci aiuta a crescere in consapevolezza, ci insegna a distinguere il bene dal male, ci dà le radici da cui si svilupperà il nostro albero".

sabato 13 dicembre 2014

Lo sciopero dei lavoratori con D'Alema






D’Alema, questo piccolo essere, uno de principali responsabili del tracollo della sinistra proveniente dal PCI, pensava di strumentalizzare la protesta dei lavoratori per la sua battaglia personale contro Renzi. E i lavoratori gli hanno detto a chiare lettere cosa pensano di lui. Essendo un ex comunista, non c'è da sorprendersi se capisce le cose con un certo ritardo. Forse oggi D'Alema s'è reso conto che è tramontata la sudditanza psicologica dei lavoratori verso i leader, il cui "verbo" nessuno osava contestare. E se non l'ha capita neppure oggi, D'Alema è irrecuperabile, almeno per quanto concerne il rapporto con la realtà. D'Alema che s'infila in un corteo della Cgil è un uomo che non si rende conto del mondo in cui vive. S'è fermato agli anni '80, quando i militanti del suo partito lo consideravano un genio. Oggi D'Alema ha capito che per lui è arrivato il tramonto. Si tolga dai piedi, con dignità, e si goda la sua pensione stratosferica. I lavoratori gli hanno dato il benservito. Ne prenda atto.
Ma pensandoci bene in fondo Baffino è un precursore. Lui aveva capito che il marxismo era una bufala (ideologia, quindi utopia) tragicamente presa per vera dal socialismo reale.
Aveva capito che la classe operaia ambiva a diventare borghesia, riuscendoci. Da buon ateo l'unica cosa che gli rimaneva era gestire una fetta di potere e soldi. Un po' alla volta tutti sono diventati come lui. Affaristi e ladri. Qualcuno ha seguitato a fare il matto con la falce e martello e raccattare una manciata di voti nelle elezioni. Quelli di sinistra li trovi in qualche forum a catechizzare senza uno straccio di idea di sinistra che li caratterizzi. Moralisti, moraleggianti, vegetariani, ambientalisti, professori. Insomma, il peggio del peggio.
Il socialismo reale è stato applicato. Ha deluso le aspettative di molti giovani che credevano in una società più giusta. Ha lasciato dietro molti morti. Il marxismo appartiene a un'epoca storica passata e molto diversa da quella attuale. Il capitalismo tecnologico ha vinto e miete vittime e infelicità. La terza via di Enrico Berlinguer è rimasta in un cassetto a marcire tra sogni e utopie. A me rimane il ricordo di un periodo giovanile bello e di lotta. Ci chiamavamo "compagni", una parola piena di promesse non mantenute e caduta in disuso.



venerdì 12 dicembre 2014

Vigilare con attenzione





A me un mondo che spegne la coscienza, appare chiaro, poi tutto è relativo e soprattutto siamo liberi di chiamare 'bene' anche un mondo che genera questi effetti negativi. Invece nella dinamica di Dio tutto concorre a un bene superiore, chiamiamoli 'lavori in corso' di un lavoro molto più complesso e che sicuramente sfugge alla nostra limitata visione di qualsiasi cosa ci circondi e ci comprenda, contenga.
La nostra coscienza non deve addormentarsi e spegnersi, dobbiamo vigilare su ciò che accade e non abituarsi alle brutture, non deporre le ‘armi’ per stanchezza, demoralizzazioni, superficialità, perché abbiamo delle armi (fortezza, intelletto, sapienza, scienza ,ecc.), che lo Spirito del Signore ci ha donato, facciamone uso.
Forse accade perché sono le 'scelte' a fare la differenza. La maggior parte del mondo abituale sta con il nero e il bianco insieme, insomma un coperchio per ogni pentola pur di aver una vita tranquilla, ma l'adrenalina che distingue i giorni (spesso anche nella sofferenza) è la fedeltà a una 'scelta' che ti costringe a schierarti e a rimanere 'vivo', come diceva Oriana Fallaci, sempre con il fucile in mano alla finestra, a difesa dei tuoi valori.





giovedì 11 dicembre 2014

L'amore è dentro di noi







Mio figlio ha grande intelligenza e intuito. Ci vogliamo molto bene. Da sempre. Però è un tipo che vuole essere coccolato.
Quando doveva partire presto, mi diceva: "Augusto, mi svegli alle quattro?".
Lo facevo volentieri, anche sapendo che lui si sarebbe svegliato da solo.
Me ne accorgevo quando gli portavo il caffè a letto. L'occhio socchiuso, faceva finta di dormire.
Mi abbracciava fino a soffocarmi.
Una volta gli ho detto: "Gius, non so cosa ho fatto di particolare per ricevere da te tante tenerezze".
Mi ha risposto: "Anche tu sei molto affettuoso e non te ne accorgi perché chi vuol bene fa le cose in modo spontaneo senza rendersi conto dell'amore che riversa all'altro".
Gius ha detto una cosa molto semplice, ma io non sarei stato capace nemmeno di pensarla.


martedì 9 dicembre 2014

Parliamo di un amore tenero








Una tenerezza vera per resistere, per permanere deve amare in modo vero l'oggetto e l'oggetto deve essere percepito per quello che è veramente.
Come si può avere una tenerezza verso un essere che ti dà la vita come tua madre e poi ti abbandonasse, perché a un certo punto muore? E' una tenerezza oggi che, se una ci pensa, annega in un bidone di tristezza.
Uno vuole bene particolarmente a una persona, ma come fa a sentirne la tenerezza pensando che domani non la vedi più, che domani muore o che domani va negli Stati Uniti e non torna più?
Solo se uno percepisce l'eternità della compagnia con questa persona, solo se uno percepisce che il rapporto con questa persona, ciò che essa suscita in noi, è segno di un rapporto con l'eterno, allora l'amore per questa persona è un amore infinito.


mercoledì 3 dicembre 2014

Restare con il nostro volto





Il protagonista è un uomo capace di testimoniare agli altri la possibilità di una vita umana che si realizza oltrepassando i soliti modelli freddi e incomunicabili.
Se così non è, essere protagonisti si risolve sempre, in un modo o nell'altro, in una sopraffazione, in una violenza sull'altro: questa sarebbe una definizione di protagonismo del tutto inumana.
La via che porta a un diverso modo di pensare il protagonismo umano è quella di consentire agli altri di realizzare fino in fondo la vocazione al proprio Destino promuovendo la vita sul piano di una continua partecipazione.
Guardare chi è protagonista è guardarci in uno specchio che ci restituisce un'immagine piena di speranza, affrancandoci dall'angoscia e dalla banalità dell'insignificanza quotidiana.
Protagonisti non vuol dire avere la genialità o la spiritualità di alcuni, ma avere il proprio volto, che è, in tutta la storia e l'eternità, unico e irripetibile.