lunedì 29 settembre 2014

La tentazione della tentazione










Emmanuel Lévinas ha parlato della "tentazione della tentazione". È lo stato dell’essere tentato" ciò che in realtà desideriamo, non l'oggetto che la tentazione promette di consegnarci. Desideriamo quello stato, perché è un'apertura nella routine. Nel momento in cui siamo tentati ci sembra di essere liberi: stiamo già guardando oltre la routine, ma non abbiamo ancora ceduto alla tentazione, non abbiamo ancora raggiunto il punto di non ritorno. Un attimo più tardi, se cediamo, la libertà svanisce e viene sostituita da una nuova routine. La tentazione è un'imboscata nella quale tendiamo a cadere gioiosamente e volontariamente".
I "legami umani" in un mondo che consuma tutto sono un intralcio?
"Sono stati sostituiti dalle "connessioni". Mentre i legami richiedono impegno, "connettere" e "disconnettere" è un gioco da bambini. Su Facebook si possono avere centinaia di amici muovendo un dito. Farsi degli amici offline è più complicato. Ciò che si guadagna in quantità si perde in qualità. Ciò che si guadagna in facilità (scambiata per libertà) si perde in sicurezza".



giovedì 25 settembre 2014

Che cos'è la vita?














Mi sono posta questa domanda, quando la settimana scorsa un ragazzo ha deciso di suicidarsi gettandosi dal settimo piano, portando con sé la fidanzatina che lo aveva lasciato.
Che cos'è la vita?.
La vita diventa un veleno se non crediamo in essa, quando non è che un mezzo per saziare la vanità, l'ambizione, l'invidia. E si comincia ad avere nausea.
In “Si alza il vento, dobbiamo cercare di vivere” di Miyazaky si afferma che "si deve provare a vivere", in ogni caso - perché "tu sei qui, e la vita esiste".
“Si alza il vento, dobbiamo cercare di vivere” tutto ruota attorno a questa frase. Quando il vento si leva occorre afferrare quello che il vento cerca di strapparci, fosse il cappello, un ombrello, i nostri sogni.
Occorre afferrarli e viverli, fino al sacrificio, fino a quando il vento non tornerà a posarsi e capiremo di cosa erano fatti.
E' amore. Puro amore. Due persone, guidate dal Destino, s'incontrano e tra loro aleggia una particolare magia: quando si scopre di amare e di essere amati si desidera condividere. Perchè quest'amore è dono è reciprocità.
E' una domanda semplice che investe tutti, a tal punto che anche chi non fa un’esperienza di fede prima o poi, questa domanda deve essersela fatta, perché riguarda qualunque uomo. Pur nella sua semplicità rappresenta una sfida straordinaria, perché per rispondere a questa domanda non bastano delle parole, non rispondiamo con un discorso o con delle spiegazioni che qualcuno ci dà o che ci diamo noi stessi, ma solo vivendo; la risposta a questa domanda è una vita.
«Per chi vive la fede cristiana, quando facciamo riferimento alla vita, non significa fuggire dal mondo o ricercare una qualsivoglia egemonia, ma essere servizio all’uomo, a tutto l’uomo e a tutti gli uomini, a partire dalle periferie della storia e tenendo desto il senso della speranza che spinge a operare il bene nonostante tutto e guardando sempre al di là»(Papa Francesco in risposta a Eugenio Scalfari)
Ci sono gesti, parole che tante volte rendono testimonianza alla Vita e alla Verità più di molti fiumi di parole.
La vita per me, è un ricominciare, ricominciare ogni alba e ogni tramonto, insomma ogni giorno e questo ci aiuta a crescere nella certezza e nel desiderio del destino in Chi ci indica il cammino.
Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall’irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino, e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti.
Noi siamo fatti per l’eccezionalità, non certo per la banalità, ma l’ideale della vita è che l’eccezionalità, cioè questa grandezza, possa essere sperimentabile dentro la normalità, dentro il quotidiano. Ciò che soddisfa la vita è qualcosa che è dato, quello che soddisfa la vita è il rapporto vivo (questo si è visto nel gesto del Papa) con una presenza amata, che è data, che è già data, desiderata, con La Presenza amata, perché questo mette nella vita, in qualunque momento della vita, anche a 86 anni, quando sembra che un uomo abbia fallito e non ci sia più tempo, mette un’attesa, una certezza, un inizio nuovo; cosa sarà per me il domani? Se il mio oggi è il rapporto con questa Presenza, allora il domani è la scoperta, la curiosità per come questa Presenza tornerà a manifestarsi di nuovo, a manifestare di nuovo la Sua vittoria.
Per cui insieme alla domanda iniziale - «Come si fa a vivere?» - ne è sorge subito un’altra: «Qual è il nostro compito? Cosa stiamo a fare al mondo?»
Gesù ha detto: Io sono la Via, la Verità, la Vita.
Potrei ricordare tanti passi del Vangelo per cercare di farvi capire perchè è importante amare la Vita,
dalla purezza dell'amore giovanile alla tenerezza amata di due sposi antichi, ma lo farò in un altro post. E' importante cercare di amare la vita in noi stessi.


Dio respira per mezzo delle nostre vite. Ogni vita è una manifestazione di Dio.


Esaminai la vita di enormi masse di uomini sia di quelli passati sia di quelli contemporanei. E di uomini che avevano capito il senso della vita, che avevano saputo vivere e morire io ne vedevo non due, tre, dieci, bensì centinaia, migliaia, milioni. Ed io fui preso da amore per quegli uomini. Quanto più penetravo nella loro vita di uomini viventi e nella vita degli uomini che erano già morti, dei quali leggevo o sentivo raccontare, tanto più io li amavo, e tanto più mi diventava facile vivere.


La vita è indistruttibile, al di là del tempo e dello spazio.


La vita è l'anelito al bene. L'anelito al bene è la vita.


La vita è stata data agli uomini per la loro felicità, loro devono solo viverla al modo giusto. Se la gente si amasse, invece di odiarsi a vicenda, la vita sarebbe una continua felicità per tutti. C'è un solo modo per far sì che la vita divenga più felice ed è che le singole persone divengano più buone.


Quanto più il manifestarsi di Dio nell'uomo (la vita) si unisce alle manifestazioni (alle vite) di altri esseri, tanto più egli esiste. L'unione di questa sua vita con le vite di altri esseri si attua mediante l'amore


Vivere una vita buona significa dare agli altri più di ciò che prendiamo loro.







lunedì 22 settembre 2014

Il cuore dell'uomo sogna

 
 
 
 
 

 
 
 


Bisogna che diventiamo poveri, ossia certi di alcune grandi cose.

Il povero è chi è certo di alcune grandi cose, per cui costruisce una cattedrale, anche se vive in una catapecchia, essendo così cento volte più uomo di chi ha come orizzonte ultimo un appartamento confortevole.

Perché essere poveri è essere certi?

Perché la certezza implica l'abbandono e il superamento di sé. " Sono piccolo, sono niente, la cosa vera e grande è un'Altra".

Secondo l'economia la povertà è la mancanza di un reddito, di una proprietà, di un bene.

Non c'è un automatismo che ti fa passare dalla povertà economica alla Fede, anzi la povertà può incattivirti, spingerti a rubare, oppure prostituirti.

La teologia dà un concetto diverso alla povertà, cioè l'abbandono e il superamento di sé e la certezza di un Altro. La povertà è un amore non verso se stesso ma diretto a raggiungere un altro. La povertà è un corollario della Speranza. Se non diventi povero (l'abbandono e il superamento di sé) non puoi sperare. La Speranza di un uomo è che la sua Fede giunga a compimento. Ma per sperare devi avere la certezza su una cosa presente. La Speranza come certezza in una cosa futura poggia su tutto il passato cristiano, poggia su tutta la memoria cristiana, poggia su tutta la certezza di quella Presenza che è incominciata duemila anni fa ed è arrivata fino a te. Se non c'è puoi solo dar spazio all'immaginazione.

"Domani vinco al lotto è divento ricchissimo". Le esigenze del cuore pretendono di essere esaudite. Siccome l'uomo non ha la forza di realizzarle, di raggiungere cioè il traguardo che esse fanno prevedere, l'uomo dà forma a questa pretesa secondo il volto, secondo la consistenza fragile e ultimamente illusoria che si chiama sogno. Il cuore dell'uomo sogna, dà una forma positiva al suo cammino. Ma il sogno del cuore dell'uomo non può sostenere le ragioni di una certezza, della certezza che le esigenze siano esaudite.

sabato 13 settembre 2014

So che non potrò mai fare carrierabr /come un uomo, crescere figli perfettibr /fare sesso e stare in forma come Beyoncé













«La ricerca della perfezione deve finire». L’anno scorso Debora Spar, la presidente del Barnard College, prestigiosa scuola femminile di New York, ha confessato nel suo libro Wonder Women che la sua generazione ha frainteso l’appello del femminismo alla liberazione delle donne, scambiandolo con l’imperativo a fare tutto, ad essere superdonne: far carriera come gli uomini e intanto diventare madri, crescere figli perfetti, continuare a restare sveglie per far sesso e mantenersi in forma come Beyoncé.





Oggi, al telefono da New York, Debora Spar descrive quest’ansia come una specie di dipendenza da cui bisogna riabilitarsi, imparando ad essere imperfette.
«Devi ricordare a te stessa che è okay dire di no, devi individuare intere categorie di cose che non cercherai di fare bene. Cucinare per esempio: è una cosa che adoro, ma ho dovuto accettare che lo farò male e mai come Martha Stewart. Come la corsa: ho fatto jogging per tutta la mia vita, ma non ho alcuna ambizione competitiva. Ci sono una serie di attività che ho tolto dalla lista delle cose-da-fare e ho inserito in una lista delle cose-da-fare-meno-bene».

Gran parte delle aspettative della generazione post-femminista di Spar erano dovute al fatto che le madri non avevano potuto fare tutto.

giovedì 11 settembre 2014

L'immaginazione riduce il Tutto




 
 
 

 

 

Non è raro sentire qualcuno che afferma che lo scopo della Chiesa
è aiutare la società civile ad individuare e sorreggere
una piattaforma di valori comuni.
Ma anche i pagani possono sostenere i valori comuni.
Ma qual è il significato della parola valore?
Che cosa è un valore? E' ciò per cui vale la pena,
in fondo, vivere.
Ciò per cui veramente vale la pena vivere
è qualcosa che connette quello che un uomo
sta facendo al Tutto.
Senza questo nesso con la totalità ogni
cosa vale la pena per cinque minuti, oppure,
che è lo stesso per cinque anni.
Per poter vivere il valore bisogna avere
una percezione acuta e viva del Tutto.
Ma il senso del Tutto è Mistero: noi lo chiamiamo Dio,
ma l'essenza della parola Dio è assoluto Mistero.
Di fronte al Mistero l'uomo resta come confuso,
ricorre all'immaginazione, cerca cioè di interpretare
il suo rapporto col Tutto, e interpretandolo inevitabilmente
lo riduce, e rimpicciolisce perciò il valore.

 

 

 

 


lunedì 8 settembre 2014

Dove si nascondono i narcisisti











Non consapevole che aveva di fronte se stesso, ammirava quell'immagine e mandava baci e tenere carezze e immergeva le braccia nell'acqua per sfiorare quel soave volto ma l'immagine scompariva non appena la toccava.
Rimase a lungo Narciso presso la fonte cercando di afferrare quel riflesso senza accorgersi che i giorni scorrevano inesorabili, dimenticandosi di mangiare e di bere sostenuto solo dal pensiero che quel malefico sortilegio che faceva si che quell'immagine gli sfuggisse, sparisse per sempre.
Alla fine morì Narciso, presso la fonte che gli aveva regalato l'amore anelando un abbraccio dalla sua stessa immagine.





mercoledì 3 settembre 2014

L'amicizia di Cristo (Discorso del 1998 di Papa Giovanni Paolo II)









Papa Woytjla il 30 maggio in piazza San Pietro, ha voluto chiarire a tutti noi, che i Movimenti ecclesiali, tanto contrastati, sono una realtà concreta a cui partecipano prevalentemente laici che intendono fare un cammino di fede e di testimonianza cristiana.

Il Carisma della persona che dà vita ad un movimento, non pretende, tantomeno lo potrebbe, di aggiungere modifiche a ciò che la Chiesa e soprattutto il Papa, custodisce con appassionata fedeltà al depositum fidei.

In questo modo, ciò che la Chiesa riconosce (i movimenti,appunto) rappresenta un cammino per approfondire la conoscenza in Cristo, per donarsi più generosamente a Lui e nel contempo essere una cosa sola come popolo cristiano.

Il desiderio di ciascuno, cioè degli appartenenti ai movimenti, dovrebbe essere quello di rendere più visibile il mistero di Cristo e il Suo dono di salvezza nel mondo.

Ecco ora le parole del Papa:


Per loro natura, i carismi sono comunicativi e fanno nascere quell’«affinità spirituale tra le persone» (cfr. Christifideles laici, 24) e quell’amicizia di Cristo che dà origine ai “movimenti”.
Nel nostro mondo, spesso dominato da una cultura secolarizzata che fomenta e reclamizza modelli di vita senza Dio, la fede di tanti viene messa a dura prova e non di rado soffocata e spenta. Si avverte, quindi, con urgenza la necessità di un annuncio forte e di una solida e approfondita formazione cristiana. Ed ecco, allora, i movimenti e le nuove comunità ecclesiali: essi sono la risposta suscitata dallo Spirito Santo a questa drammatica sfida . Essi sono, voi siete, la risposta provvidenziale.
I veri carismi non possono che tendere all’incontro con Cristo nei sacramenti. Le realtà ecclesiali cui aderite vi hanno aiutato a riscoprire la vocazione battesimale, a valorizzare i doni dello Spirito ricevuti nella Cresima, ad affidarvi alla misericordia di Dio nel sacramento della Riconciliazione e soprattutto a riconoscere nell’Eucaristia la fonte e il culmine di tutta la vita cristiana. Come pure, grazie a tale forte esperienza ecclesiale sacramentale, sono nate splendide famiglie cristiane aperte alla vita, vere “chiese domestiche”, sono sbocciate molte vocazioni al sacerdozio ministeriale e alla vita religiosa, nonché nuove forme di vita laicale, ispirate ai consigli evangelici. Nei movimenti e nelle nuove comunità avete appreso che la fede non è un discorso astratto, né vago sentimento religioso, ma è una vita nuova in Cristo suscitata dallo Spirito Santo.

Gesù ha detto: «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!» (Lc 12,49).

Oggi, da questo cenacolo di piazza San Pietro, s’innalza una grande preghiera: vieni Spirito Santo, vieni e rinnova la faccia della terra! Vieni con i tuoi sette doni! Vieni Spirito di vita, Spirito di verità, Spirito di comunione e di amore! La Chiesa e il mondo hanno bisogno di Te. Vieni Spirito Santo e rendi sempre più fecondi i carismi che hai elargito. Dona nuova forza e slancio missionario a questi tuoi figli e figlie qui radunati. Dilata il loro cuore, ravviva il loro impegno cristiano nel mondo. Rendili coraggiosi messaggeri del Vangelo, testimoni di Gesù Cristo risorto, Redentore e Salvatore dell’uomo. Rafforza il loro amore e la loro fedeltà alla Chiesa.
Oggi, Cristo ripete a ciascuno di voi: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura» (Mc 16,15).
Egli conta su ciascuno di voi, la Chiesa conta su di voi. «Ecco - assicura il Signore - io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20).
Sono con voi."

In un certo senso Carlo Woytjla voleva dirci che insieme, noi popolo che ci definiamo cristiani, possiamo suscitare l'amore e il desiderio di vivere di Cristo in modo che Lui sia rispettato ed amato sempre da tutti.