giovedì 29 agosto 2013

Le storie strane di Gus

 
 
 

 
 
 
 

La proprietà dell'appartamento accanto al mio è di una signora molto laboriosa. Come una formica ha messo da parte parecchi soldi e con questi ha acquistato l'appartamento che è l'oggetto di questa chiacchierata.
Per due anni, nel mese di agosto, per la modica somma di 1.000 euro lo dava in affitto a mia figlia che vive a Brescia e in quel mese torna a Pescara per le ferie.
Quest'anno non è andata così.
La signora dell'appartamento, Marcella, mi ha detto che doveva attrezzare il nido d'amore per la figlia Serena, una bella ragazza bruna, che aveva deciso di sposarsi.
Giugno, luglio, agosto:il finimondo.
Bagno nuovo, termosifone autonomo in aggiunta a quello centralizzato, cucina galattica, poltrone di pelle, pavimenti di ceramica costosissimi, lampadari astrali, televisori al plasma, antenna satellitare, quadri d'autore e una camera da letto che forse non ha nemmeno Sharon Stone.
Questa mattina incontro Marcella. Palesemente moscia.
Ehilà, che ti succede?
"Augù, tu sai la storia dell'appartamento e quanto mi è costato. Ora è pronto.
Il fatto è che mia figlia, dopo quattro anni ha lasciato il fidanzato e non vuole più sposarsi".

mercoledì 28 agosto 2013

Riflessioni sulla vita senza Dio












L’inferno dei viventi è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio ( Calvino).
E' una bellissima e veritiera osservazione, direi. Da non confondere con quella di Sartre: "L'inferno sono gli altri", vera per altri versi, da un altro angolo.
Sartre metteva in luce la solitudine dell'esistenza, l'impossibilità di essere libero dai condizionamenti, la responsabilità del definirsi.
Calvino, invece, secondo me, è un realista, uno psicologo attento e sottolinea il fatto che, insieme, siamo capaci di nefandezze inaudite che rischiano di offuscare anche una sola fiammella di bontà e che cercare questa fiammella, riconoscerla, farla continuare a vivere, in noi stessi e negli altri, con fatica e ricerca continua è un compito che dura una vita. Richiede vigilanza continua, prima di tutto su noi stessi, che non siamo niente di diverso dagli altri, nemmeno dai peggiori tra di noi.
Direi proprio di sì.
Le parole di Calvino sono suggestive e vorrebbero aprire alla speranza di un piccola oasi da ricercare e costruire al riparo dall'inferno che è la vita di tutti.
Ma appunto la libertà di scelta non è uguale per tutti, non sono uguali le condizioni, non sono uguali gli strumenti per capire, vigilare e ritagliarsi gli spazi " di paradiso".
E non credo nemmeno che sia facile per chi questi strumenti in teoria li ha.
La vita è troppo dura e faticosa e in buona misura ingovernabile e il proprio inferno personale, grande o piccolo che sia, ce lo dobbiamo portare appresso, fino all'ultimo respiro.
Ci sono inferni dai quali è impossibile salvarsi e che non si sono scelti.
Sono stati concessi in dotazione insieme alla braccia, alle gambe, al cuore, alla testa.
Sono stati iscritti nel nostro atto di nascita, in un posto piuttosto che in un altro, in una casa invece di un'altra.
E di questa tara originaria è molto difficile liberarsi.









sabato 24 agosto 2013

L'esaltazione smisurata della Chiesa locale

 
 
 
 
 

Da una parte la riconduzione del fatto cristiano a un logos ancorato alla cultura dominante, da cui il trionfo di uno storicismo dato addirittura per scontato.
Dall'altra la fedeltà cristiana ridotta a moralismo: una riduzione ancora più meschina perché depaupera il fatto cristiano, della sua nobiltà, della sua dignità, perché la fedeltà cristiana è per sua natura un amore, l'amore alla persona di Cristo.
All'interno di un tale cedimento della fede era inevitabile che l'idea della Chiesa finisse per ancorarsi ad una visione puramente localistica, geografica. Ma non c'è niente di più distruttivo di una esaltazione smisurata della Chiesa locale nei confronti della Chiesa universale, perché un valore o è universale o non è.
Da una parte si evacua una posizione umana realistica, lasciando spazio solo alla artificiosa gonfiatura volontaristica o a alla banalizzazione dell'esistenza ridotta a pura istintualità.
Dall'altra si rende essenzialmente abortivo l'impeto della costruzione, impedendo quella creatività che nasce dall'amore alla realtà intuita nel suo destino.
Amore che, analogicamente a quanto avviene nel rapporto fra l'uomo e la donna, diventa fecondo solo sé è consumato nel suo contesto più adeguato e naturale.

 


giovedì 22 agosto 2013

La fede è il simbolo sacramentale del matrimonio

 
 
 
 
 
 
E’ successo domenica, prima di andare alla Messa.

Sul comodino ho cercato la mia fede nuziale,

ma non c'era.

Scorribande di bambini.

Capita no?

A me la fede dà fastidio

quando guido l'auto, o devo lavarmi.

La infilo nel dito in occasioni importanti.

Appunto la Messa.

Non mi piace accostarmi al corpo di Cristo senza

quel simbolo sacramentale benedetto da Dio.

Senza l'anello nuziale ho provato la sensazione di essere nudo.

Forse mi sono sentito come Adamo dopo aver peccato.

Sembrerà strano ma è il dolore più forte che ho provato

nel matrimonio, prima e nella vedovanza, ora.

Questa mattina, verso le dodici ho ritrovato la mia fede.

Era nascosta in un luogo impensabile.

Ma quando uno cerca con amore e speranza,

non può non trovare.
 



giovedì 15 agosto 2013

L'Assunzione di Maria vergine in Cielo








L'anima mia magnifica il Signore
il mio spirito esulta in Dio mio salvatore.

Poiché ha guardato l'umiltà della sua serva
tutte le generazioni ormai mi chiameranno «Beata».

Il Potente ha fatto in me cose grandi
sì, il suo nome è santo.

Il suo amore di generazione in generazione
ricopre coloro che lo temono.

Interviene con la forza del suo braccio
disperde i superbi nei pensieri del loro cuore.

Abbatte i potenti dai troni
innalza gli umili.

Ricolma di beni gli affamati
rimanda i ricchi a mani vuote.


mercoledì 14 agosto 2013

Ecco come diventa virale un video








 
 
Ecco come diventa virale un video




 
In un’infografica qualche giorno fa vi abbiamo raccontato come nasce un meme. Il meccanismo è lo stesso dei video virali. A Twitter hanno provato a studiare graficamente il diffondersi sui social network di un filmato. Diversi gli esempi (tra cui anche un video di Vine in cui Ryan Gosling si rifiuta di mangiare i cereali). Ma quello che più colpisce è il caso dell’ultima campagna pubblicitaria di Dove (ne avevo parlato, a proposito di Gender Washing, sulla 27esima ora).

http://video.corriere.it/come-diventa-virale-video-/85e51b44-03d9-11e3-b7de-a2b03b792de4

martedì 13 agosto 2013

Solo dall'amore nasce la gioia

 
 
 




"La gioia è causata dall’amore" (s. Tommaso d’Aquino). Gioia e amore camminano insieme. Chi non ama non può essere gioioso. La gioia è assente dove sono presenti l’egoismo e l’odio. La disperazione nasce dall’assenza dell’amore.
La gioia cristiana è una ridondanza dell’amore di Dio: non è una virtù distinta dall’amore, ma è un effetto dell’amore. Questa precisazione non è inutile, ma indispensabile e fondamentale perché ci svela il motivo del fatto che molti cercano la gioia e non la trovano. Essi la cercano invano perché pensano che essa sia reperibile per se stessa. La gioia non ha consistenza in se stessa: ha la sua sorgente nell’amore, è un raggio dell’amore. E la sorgente dell’amore è Dio: "Dio è amore"


lunedì 12 agosto 2013

L'altra faccia della medaglia

 
 

 
 

Miiiii August che post, sono tornata ora da Hospice, pensavo di venire a leggerti per tirare su un po' il mio morale, caspita qui bisogna riflettere bene. Di primo acchito ti dico che non è frutto di una costruzione mentale, ma è il bisogno insito in noi, noi siamo stati creati per amore, concepiti da un atto d'amore, che poi questo atto è stato spogliato dalla sua primordiale natura, riducendolo a puro atto di piacere, questo è l'uomo che l'ha ridotto così.
No, August noi siamo fatti per amare e essere amati, Questo è il mio convincimento!
Non è molto di mio gusto l'opera, mi sembrano tanto tristi!
ciao!
Dani

 

sabato 10 agosto 2013

L'amore è per sempre





Può sembrare difficile, persino impossibile, legarsi per tutta la vita ad un essere umano. Bisogna superare lo scetticismo della società. Un'esperienza che la mentalità comune disistima e talvolta censura. Si ritiene che l'amore debba cessare e quindi la separazione tra gli sposi finisca per diventare inevitabile. E' un modo per sfuggire ad una realtà che può essere fatta anche di sacrifici e rinunce. L'amore coniugale comporta una totalità in cui entrano tutte le componenti della persona. Richiamo del corpo e dell'istinto, forza dell'affettività. Aspirazione dello spirito e della volontà. L'amore coniugale è un'esperienza ragionevole e piena di fascino. Dà un senso compiuto alla tua vita. Più che di eletti potrei affermare che è una vocazione.
Sì, è difficile abbandonare i propri egoismi e imparare a donarsi, muoversi verso l'altro, capire le sue esigenze e soddisfarle. E' necessario un cambiamento radicale nel proprio modo di vivere.


giovedì 8 agosto 2013

Tutta la vita è una tensione verso qualcosa che quieti l'animo






 
 
 



Quando Gesù illuminava con la sua Parola il cuore degli uomini,



il mondo era pagano; ma tanto i pagani



dell'Occidente che quelli dell'Oriente avevano



il senso del sacro.



Avevano il senso del mistero che circonda il mondo,



la terra , gli uomini.



Un mistero che conoscevano molto male, ma che li



riempiva di stupore, di sorpresa.



Tutta la vita è una tensione verso qualcosa che quieti



l'animo, che lo renda perfetto.



In latino perfetto vuol dire compiuto, totale.



Soddisfatto è un'altra modulazione della stessa esperienza; ne



indica il riverbero psicologico della felicità.



Oggi, l'umanità, nel suo insieme, è ateologica.



Non ha più in maniera chiara, ma direi neanche in maniera confusa,



il senso di quello che chiamiamo il mistero di Dio.



Questa crisi del sacro che attanaglia l'umanità intera si



è infiltrata anche nella Chiesa cattolica.



E' un giudizio che ha ripetuto anche Giovanni Paolo II in un importante



discorso su "Evangelizzazione e ateismo".






























 

martedì 6 agosto 2013

C'è una frase che ritengo venga da molto lontano







C'è una frase che ritengo venga da molto lontano.
Credo provenga dagli indiani, nativi d’America, ed è: “molti nemici, molto onore”.
Quando quelle antiche genti vennero aggredite e sterminate dagli invasori, anche quel concetto subì una sorte simile.
Eppure esso condensava significati importanti.
E cioè: se qualcuno trova da ridire su ciò che faccio o che dico, vuol dire che le mie parole e le mie azioni sono parole ed azioni di un qualche significato, di un qualche contenuto; in grado di 'suscitare emozioni, reazioni', di andare ad incidere nell'immaginario di chi mi circonda.
(in effetti dire 'domani è giovedì' non ha mai fatto insorgere nessuno....)
inoltre, al tempo stesso, significava anche che “il nemico”, colui cioè che non pensandola come me si schiera contro me, non è per nulla persona priva di valore o di dignità, un qualcuno da evitare, odiare o, peggio, eliminare.
Non è così.
Il nemico rappresenta, incarna esattamente quella possibilità, rara e preziosa, di poter incontrare altri punti di vista, altre realtà, altri mondi mentali, la cui conoscenza se anche non mi convincerà, potrebbe comportare un arricchimento culturale.
Ritengo ,dunque, che il nemico abbia la grande responsabilità di portare l'altro a conoscenza del proprio diverso mondo mentale, e abbia anche la responsabilità di riuscire a farlo in modo che chi lo ascolta, non debba sentire di doversi proteggere: altrimenti da un dialogo si finirebbe per passare a due monologhi.
sterili e, quasi obbligatoriamente, offensivi.





venerdì 2 agosto 2013

Su Facebook è partita la caccia all’hipster

Su Facebook è partita la caccia all’hipster





 
 




Cacciatori di hipster avvistati. Per le strade newyorkesi e poi sulla rete. Si stanno diffondendo sulle pagine Facebook di presunti hipster foto di tagliole che chiudono tra i denti gli oggetti più amati dai moderni paninari: Ray Ban colorati, parti di biciclette a scatto fisso, macchine fotografiche vintage.

Per chi non li conoscesse, si dicono hipster coloro che vestono pantaloni stretti risvoltati alla caviglia e mostrano calze variopinte, appassionati di fotografia, soprattutto in bianco e nero, amano il vintage e si riappropriano dei must della generazione precedente. Questi, a grandi linee, gli aspetti prettamente estetici.